emilio gaeta

Intervista a Emilio Gaeta, candidato alle prossime Regionali.

C’è anche il sanseverese Emilio Gaeta tra i candidati alle prossime elezioni regionali del 20 e 21 settembre. Agente assicuratore, 68 anni, alle spalle una lunga attività politica e amministrativa, scende in corsa per la lista “Nuovo Psi-UDC” che sostiene il candidato presidente Raffaele Fitto. Scendere nell’agone è stata quasi una esigenza, così motiva la sua scelta, per un uomo e un politico che comunque non ha mai smesso di guardare al territorio e a San Severo in particolare.

Troppi candidati locali, si rischia di annullare la possibilità di avere un nostro rappresentante a Bari?

“In verità non è questo che mi preoccupa. L’anomalia sta nel dover saccheggiare le potenzialità locali preferendo candidati forestieri che nulla hanno a che vedere con il contest locale. I voti dei nostri elettori rischiano di diventare linfa per altre esigenze, per gente che si ricorda di San Severo e dei suoi problemi solo durante la campagna elettorale. Come sta accadendo in questi giorni, senza dimenticare le prebende economiche dispensate a sindaci, associazioni e addirittura coppie appena reduci dal matrimonio. Questo territorio ha bisogno di iniziative concrete, fatti, lavoro per i propri giovani costretti sempre più ad emigrare”.

Lavoro: a San Severo e in provincia di Foggia sembra essere diventato un’utopia. Aziende che chiudono, negozi che abbassano serrande e investitori che dirottano altrove le proprie scelte.

“Osserviamo San Severo e la nostra realtà. Ci sono vaste aree della città ormai desertificate, sia per quanto concerne i residenti che per la presenza sempre più rara di negozi e attività artigianali. Mancano i servizi, i parcheggi, le aree del centro sono sempre più preda di spacciatori e teppisti. Quei pochi che restano sono dei veri eroi. Bisognerebbe aiutare i commercianti, i giovani ad aprire. E invece no, si pensa più a dilapidare somme per iniziative inutili, figlie di questo o quell’amico politico. Ci sono iniziative regionali mal gestite dall’Amministrazione Comunale, come il Distretto Urbano del Commercio. Una boccata d’ossigeno con i suoi fondi per le nostre aziende, e che invece Miglio e la Giunta hanno deciso di non utilizzare”.

Anche l’agricoltura segna il passo. Lo stato comatoso in cui ha vissuto il PSR incide sulla reattività delle aziende del settore.

“Diciamo che il settore è praticamente fermo e si muove solo grazie all’iniziativa degli imprenditori. Eppure si tratta di un settore trainante per la nostra economia decisamente a trazione agricola. Anche le progettualità collegate segnano il passo con attività scollegate dalle esigenze del territorio, con una politica gestionale fatta a tavolino che non tiene conto delle esigenze degli agricoltori”.

Il territorio sta subendo il continuo saccheggio dell’ospedale “Masselli Mascia”…

“Colpa di politiche clientelari, ma anche di una ormai sempre più diffusa mentalità iniziata da Vendola e portata avanti da Emiliano; una mentalità che ha portato al depauperamento di servizi e offerta per gli assistititi mentre l’emergenza Covid ci ha fatto capire quanto sia importante una assistenza sanitaria diffusa sul territorio. L’ospedale di San Severo è diventato un grande ambulatorio, con reparti ancora chiusi, servizi sospesi, ricoveri su prenotazione e pazienti costretti ad aspettare che le malattie facciano il loro decorso, senza poter usufruire dell’assistenza tanto sbandierata dall’attuale gestione di centrosinistra”.

L’importanza di infrastrutture “sane”

Il deficit infrastrutturale che sta penalizzando sempre di più il territorio di San Severo e dell’intera Capitanata è un danno enorme per il nostro sistema socioeconomico.

Tutti concordiamo sul fatto che le infrastrutture (strade, autostrade, ferrovie, aeroporti) rappresentino lo “scheletro” di un Paese, ovvero quell’ossatura indispensabile per consentirgli di “muoversi” e “far muovere” i suoi cittadini e le merci. E ancora, tutti concordiamo sul fatto che Infrastrutture efficienti e connesse siano il presupposto indispensabile e fondamentale, non solo per consentire un’efficace circolazione delle merci (e ovviamente delle persone), ma anche per favorire l’internazionalizzazione del nostro Paese e il suo completo inserimento nella rete dei corridoi trans-europei e nell’area mediterranea.

Per questo oggi non possiamo più permetterci di chiederci se le infrastrutture vadano o meno fatte. Le infrastrutture sono riconosciute a livello globale come principale asset di sviluppo di un territorio e la nostra Capitanata ne ha un disperato bisogno per crescere.

Questo è un fatto, non un’opinione.

Chiudo con una riflessione: in tanti ci lamentiamo che la nostra regione sia gestita da amministratori di sinistra chiusi nella loro torre d’avorio, senza alcun contatto con l’economia reale e la vita quotidiana dei foggiani ed in particolare dei sanseveresi, sarebbe quindi un controsenso ridare fiducia a chi, dopo 15 anni, non è riuscito a dare al nostro territorio le necessarie infrastrutture.

Francesco Mirando